Israele ha condotto un attacco aereo sui sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, per la prima volta da quando, a novembre, era stato raggiunto un cessate il fuoco. L’obiettivo colpito, secondo l’esercito israeliano, era un deposito di droni. L’attacco è arrivato poche ore dopo il lancio di due razzi dal sud del Libano verso il nord di Israele: uno è stato intercettato, l’altro non ha oltrepassato il confine. Hezbollah ha negato qualsiasi coinvolgimento.
L’esercito israeliano ha giustificato l’attacco come risposta a una “violazione degli accordi”, mentre il presidente libanese Joseph Aoun, da Parigi, ha condannato l’azione israeliana definendola una continua violazione della tregua sponsorizzata da Francia e Stati Uniti. I raid hanno causato panico nella zona di Hadath, con evacuazioni e chiusura delle scuole.
Il cessate il fuoco, sebbene ancora formalmente in vigore, appare sempre più fragile. Israele continua a colpire obiettivi nel sud del Libano legati a Hezbollah, con l’obiettivo di impedirne il riarmo. Beirut denuncia la presenza militare israeliana in alcune aree come ulteriore violazione dell’accordo.
Il 22 marzo, Israele aveva già risposto con raid multipli dopo un lancio di razzi, causando sette morti, tra cui un bambino, e decine di feriti. Anche in quel caso Hezbollah aveva negato responsabilità. Il conflitto, riaccesosi dopo il 7 ottobre 2023 in solidarietà con Hamas, ha causato circa 4.000 morti in Libano e oltre 1,2 milioni di sfollati.
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