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Caso Griner, la star del basket Usa condannata in Russia a 9 anni per traffico di droga

La rabbia degli Stati Uniti per la condanna considerata una rappresaglia: "Detenuta ingiustamente".

Caso Griner, la star del basket Usa condannata in Russia a 9 anni per traffico di droga
Brittney Griner

globalist

4 Agosto 2022 - 18.22


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La giocatrice di basket Usa Brittney Griner, vincitrice del titolo NCAA nel 2012, è stata condannata a nove anni di carcere per essere stata giudicata colpevole di traffico di droga dal tribunale di Khimki, nella periferia di Mosca.

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La Procura aveva chiesto 9 anni e mezzo di carcere per la cestista, fermata a febbraio, al suo arrivo a Mosca, dopo che nel bagaglio le era stato trovato dell’olio di cannabis. Immediata la reazione del presidente americano Joe Biden: “La Russia detiene Brittney Griner ingiustamente – ha detto commentando la sentenza – È inaccettabile e chiedo di rilasciarla immediatamente”.

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Carcere e multa – A luglio, la due volte campionessa olimpica si era dichiarata colpevole, pur sottolineando di non aver avuto alcuna intenzione di violare la legge russa. Nella sua requisitoria, il procuratore Nikolai Vlasenko aveva chiesto alla corte “di dichiarare Griner colpevole e di condannarla a nove anni e sei mesi in prigione”, oltre al pagamento di una multa di un milione di rubli, pari a circa 16mila euro. La 31enne aveva sostenuto di aver portato inavvertitamente la sostanza in Russia, mentre la pubblica accusa aveva ritenuto che l’avesse scientemente nascosta.

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Lo scambio di prigionieri – La vicenda di Griner si inserisce di fatto in un conflitto più ampio tra Russia e Stati Uniti, sia in relazione alla guerra in Ucraina che alle successive sanzioni economiche. E lo dimostra la rivelazione della Cnn, secondo cui Mosca avrebbe proposto a Washington uno “scambio di prigionieri” per liberare Griner. In cambio del rilascio della cestista e dell’ex marine Paul Whelan, gli Stati Uniti avrebbero dovuto scarcerare il trafficante d’armi Viktor Bout e l’ex colonnello dell’agenzia di intelligence interna russa Vadim Krasikov. Una richiesta giudicata problematica da Washington, dato che Krasikov è detenuto in Germania.

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