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Ucraina, Vereshchuk: "I russi hanno fatto prigionieri duemila civili. Li torturano e li picchiano"

Iryna Vereshchuk, vicepremier ucraina, denucnia gli orrori della guerra: "Pretendiamo un accordo firmato tra le parti su Mariupol. Nell'acciaieria ci sono 38 nostri soldati feriti, abbiamo offerto in cambio 38 prigionieri russi"

Ucraina, Vereshchuk: "I russi hanno fatto prigionieri duemila civili. Li torturano e li picchiano"
Iryna Vereshchuk

globalist

13 Maggio 2022 - 10.35


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Iryna Vereshchuk, vicepremier ucraina, in un’intervista a il Corriere della Sera, ha denunciato dei fatti gravissimi: “I russi hanno nelle loro mani più di duemila civili. Li trattano come criminali di guerra. Li tengono in prigione, li minacciano, li torturano, li picchiano. La convenzione di Ginevra non ci consente di scambiare i soldati con i civili e quella gente ha bisogno di aiuto. Sono sindaci, giornalisti, attivisti per i diritti umani, amministratori, volontari”. Dopo 78 giorni di guerra, secondo Kiev “la sola via d’uscita è la vittoria dell’Ucraina con i territori riconosciuti dalla comunità internazionale nel 1991 – prosegue la vicepremier -. Ma questa vittoria è possibile soltanto con l’impegno dei Paesi occidentali: non intendo soldati ma armi, assistenza e sanzioni”.

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La vicepremier ha espresso il proprio pensiero anche in merito al fatto che la Finlandia ha chiesto un ingresso rapido nella Nato. Questo potrebbe esasperare il conflitto. “Putin è irrazionale ma il giorno in cui la Finlandia, e io dico anche la Svezia, entreranno nella Nato, lui sarà stretto in un angolo e sappiamo che in quel caso potrebbe diventare più pericoloso di quanto sia già – spiega Vereshchuk -. Del resto questo è il momento migliore per i due Paesi per fare questo passo e il loro ingresso nella Nato è anche una risposta a Putin sull’Ucraina. È un segnale forte, anche per i Paesi baltici che temono la Russia e si sentirebbero più protetti”.

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Vereshchuk ha anche parlato della situazione nell’acciaieria di Mariupol. “Lì dentro ci sono 38 nostri soldati feriti gravemente. Abbiamo offerto in cambio 38 prigionieri russi e abbiamo un piano già pronto che potrebbe funzionare. Se tutto va bene proveremo a metterlo in pratica entro la fine della settimana. Ma date le esperienze passate con i russi durante le evacuazioni, stavolta pretendiamo un accordo firmato tra le parti. Cioè Ucraina, Russia, Croce Rossa e un Paese mediatore come potrebbe essere la Turchia. Se va bene, le ambulanze della Croce rossa entreranno ad Azovstal e caricheranno i feriti mentre noi libereremo i soldati russi”.

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In merito alla situazione al fronte Vereshchuk, la vicepremier ha spiegato: Sta cambiando. In alcune aree, come nella regione di Luhansk, i russi avanzano e in altre zone come nell’Oblast di Kharkiv invece si stanno ritirando. La cosa importante a questo punto è il nostro potenziale di difesa, e sfortunatamente al momento non è abbastanza per fermare l’avanzata dei russi”.

Vereshchuk ha anche detto che cosa l’Ucraina si aspetta dall’Italia e dal presidente Draghi in questo momento. “Prima di tutto mi lasci ringraziare gli italiani per il loro sostegno. Al premier Draghi voglio dire che se vorrà venire in Ucraina sarà il benvenuto perché gli siamo molto grati e abbiamo un buon feeling con lui. Quello che mi aspetto dall’Italia e da Draghi è il suo sostegno per la nostra aspirazione nel voler diventare membri dell’Unione europea. È importante sostenerci adesso ma lo sarà molto anche a giugno, quando si deciderà sulla nostra adesione all’Ue”.

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