Scotland Yard, il comando della polizia britannica, ha confermato di aver notificato 20 multe alle persone coinvolte nello scandalo ‘Partygate’, ossia le feste organizzate a Downing Street, sede del Governo di Londra, nel pieno del primo lockdown, che hanno costretto il primo ministro Boris Johnson a chiedere scusa in Parlamento.
Johnson non è comunque tra le persone multate, come ha specificato il suo portavoce. L’identità delle persone multate non è stata rivelata da Scotland Yard. Le feste su cui si svolgono le indagini sono addirittura dodici, avvenute tutte nel periodo più drammatico dell’epidemia di Covid-19 nel Regno Unito. Una di esse è stata una festa a sorpresa per il compleanno di Boris Johnson.
L’opposizione al governo chiede con insistenza le dimissioni di Johnson, accusando Downing Street di aver violato la legge. Persino dentro il partito conservatore c’è chi ha pubblicamente condannato Johnson, chiedendone le dimissioni. Tuttavia queste ‘ribellioni’ interne al partito (Nel Regno Unito sono molto più normali che in Italia, poiché ogni parlamentare non ha nessun impegno di voto verso il partito con cui è stato eletto) sono rientrate al momento dello scoppio del conflitto in Ucraina, che Johnson sta usando per ristabilire la propria popolarità, diventando uno dei più attivi nemici di Putin.