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I medici del Quebec dicono no ad aumenti: date più soldi agli infermieri

La sorprendente richiesta in una petizione firmata da centinaia di medici di oggi e di domani per elevare la qualità del servizio assicurato ai pazienti.

Il Royal Victoria Hospital
Il Royal Victoria Hospital

globalist

8 Marzo 2018 - 20.05


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”Eminentemente canadese”: è questa la definizione usata per questa vicenda dal Washington Post, quasi a volere sottolineare le differenze di sensibilità sociale tra il Canada e gli Stati Uniti. Ed in effeti il gesto dei 743 medici e studenti di Medicina del Quebec è di quelli che meravigliano perchè hanno apposto la loro firma sotto una petizione con la quale hanno protestasto contro gli aumenti salariali che le loro rappresentanze sindacali stanno contrattando con la Provincia francofona.
Possibile? In un Paese come il Canada evidentemente sì, anche perchè la motivazione è anch’essa significativa: questi aumenti, hanno scritto, sono ”tanto più scioccanti” sapendo che ”i nostri colleghi infermieri ed infermiere”, così come gli impiegati del comparto della Sanità, ”soffrono condizioni molto difficili”. E mentre le rappresentanze sindacali contrattano per ottenere aumenti, hanno scritto ancora medici e studenti, ”i nostri pazienti vivono con la mancanza di accesso ai servizi richiesti a causa dei tagli drastici degli ultimi anni”.
Da settimane, in Quebec, il tema dei salari del comparto è oggetto di un intenso dibattito, che parte dal presupposto che se i medici sono meglio retribuiti e lavorano meno, ”l’accesso alle cure non sembra migliorato”.
Tutt questo mentre gli infermieri lamentano difficili condizioni di lavoro, turni massacranti, mancanza di risorse e personale, che si traducono in un abbassamento del livello di prestazioni per i paziente.
La presa di posizione di medici e studenti se da un lato ha conquistato consensi, per le sue motivazioni di fondo, dall’altro sembra avere innervosito il ministro della Salute del Quebec, il roccioso Gaétan Barrette, che si è limitato ad un laconico ”se si sentono strapagati, che lascino i soldi sul tavolo e vi garantisco che ne sarà fatto buon uso”.
A tutti è quindi venuta alla mente la storia raccontata sui social da una infermiera sulle condizioni di lavoro sue e dei suoi colleghi.
”Mi vergogno della povertà delle cure che mi prodigo a fornire per quanto possibile. Il sistema sanitario è malato e sta morendo. (…) Non penso di essere l’unica a soffire della realtà dell’assistenza infermieristica, non abbiamo nemmeno il tempo di trattare. I dipendenti cadono come mosche. Il male è fisico e mentale. “
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