Putin dopo l'Isis fa guerra all'Ebola: brevettato il vaccino
Top

Putin dopo l'Isis fa guerra all'Ebola: brevettato il vaccino

Il leader russo cerca ancora una volta di guadagnarsi i riflettori internazionali: abbiamo sviluppato un farmaco con un'efficacia superiore ai farmaci di Usa e Ue.

Guerra all'Ebola
Guerra all'Ebola
Preroll

Desk2 Modifica articolo

14 Gennaio 2016 - 10.50


ATF

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto ieri che “la Russia ha brevettato un vaccino in grado di neutralizzare il virus”. Alla vigilia dell’annuncio ufficiale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) della fine dell’epidemia, il leader russo cerca ancora una volta di guadagnarsi i riflettori internazionali.

“Abbiamo una buona notizia. I nostri scienziati hanno sviluppato un farmaco anti-Ebola con un’efficacia superiore ai farmaci prodotti finora”. Migliore di quelli realizzati da Stati Uniti e Unione europea. Il leader russo non ha voluto svelare dettagli sul vaccino.

L’annuncio di Putin arriva un giorno prima la comunicazione ufficiale da parte dell’Oms della fine dell’epidemia. Oggi infatti, nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, l’Oms dovrebbe annunciare che con la dichiarazione di «virus free» per la Liberia – l’ultimo Paese in cui si sono registrati casi di contagio -, l’Africa Occidentale è libera dal virus. In due anni l’epidemia di Ebola ha colpito 28637 persone, scatenando il panico anche negli Stati Uniti e in Europa. Le vittime accertate sono 11 mila, la maggior parte in Guinea, Sierra Leone e Liberia.

Leggi anche:  Cop29: la Russia ha incluso i territori che occupa in Ucraina nel rapporto sui gas serra all'Onu

Intanto l’epidemia di Ebola in Africa occidentale è finita. L’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms) ha decretato oggi la fine della trasmissione del virus di Ebola in Liberia e che “tutte le catene note di trasmissione sono state fermate in Africa occidentale”. In due anni, l’epidemia causata dal virus di Ebola ha ucciso più di 11mila persone in Liberia, Sierra Leone e Guinea. Con la fine della trasmissione del virus oggi in Liberia – afferma l’Oms – la data odierna segna il giorno in cui “per la prima volta dall’inizio dell’epidemia tutti e tre i paesi maggiormente colpiti non hanno notificato alcun caso da almeno 42 giorni”, il periodo di tempo previsto per dichiarare la fine della trasmissione. La Sierra Leone era stata dichiarata libera dalla trasmissione del virus il 7 novembre scorso e la Guinea il 29 dicembre. Ma non è ancora il momento di abbassare la guardia, avverte l’Oms che sottolinea che i “tre Paesi restano ad alto rischio di ulteriori piccoli focolai di Ebola”.

Native

Articoli correlati