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L'Iss: "L'efficacia del vaccino anti-covid cala dopo 6 mesi, fare il richiamo"

Secondo il monitoraggio settimanale della cabina di regia, in Italia aumenta l'incidenza settimanale del Covid. Tra il 5 e 11 novembre è salita a 78 per 100mila abitanti (era a 53). 

Vaccinazioni in Italia
Vaccinazioni in Italia

globalist

12 Novembre 2021 - 16.50


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Secondo il monitoraggio settimanale della cabina di regia, in Italia aumenta l’incidenza settimanale del Covid. Tra il 5 e 11 novembre è salita a 78 per 100mila abitanti (era a 53). Sale anche l’indice di trasmissibilità Rt: è 1,21 (era 1,15). Il presidente Iss, Brusaferro: “Circolazione del virus in aumento in tutte le Regioni e cresce nell’età pediatrica, soprattutto sotto i 12 anni”. Sul vaccino: “L’efficacia cala dopo 6 mesi, fare il booster”.

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“Aumentata la circolazione del virus in tutte le Regioni” – “Anche questa settimana vediamo una Europa divisa in due e le parti dell’Italia confinante con la parte orientale dell’Ue cominciano a essere rosse e ciò dimostra che la circolazione del virus sta aumentando anche nel nostro Paese. L’andamento è in crescita anche se meno che in altri Paesi. In tutte le Regioni c’è un aumento della circolazione del virus”.

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“Più contagi fra 30-49 anni dove molti non sono vaccinati e più casi in età pediatrica” – E’ il vaccino a fare la differenza in positivo nel proteggersi dal Covid-19. Lo testimoniano i dati raccolti dall’Iss. Brusaferro, infatti, segnala che la crescita dei contagi riguarda soprattutto due fasce: tra i 30 e i 49 anni (molti non vaccinati) e under 12 (nessun vaccinato). Brusaferro: “Si tratta delle fasce d’età dove si registra la quota più significativa di non vaccinati”.

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“L’efficacia del vaccino cala dopo 6 mesi, fare il richiamp” – “L’efficacia del vaccino si abbassa dopo i sei mesi ed è quindi importante effettuare la terza dose booster, ossia il richiamo. Sta crescendo il numero di persone con la terza dose e over80 hanno raggiunto il 30,4% di copertura”.

Rezza: “Se l’incidenza dei casi dovesse salire, possibili Regioni in giallo” – “Non possiamo escludere un ulteriore aumento dei casi nelle prossime settimane ma questo potrebbe non essere accompagnato da una crescita dei casi in terapia intensiva grazie all’effetto dei vaccini e le misure prese. Ma se si dovesse alzare l’incidenza, alcune regioni bianche potrebbero diventare gialle, ma è  impossibile adesso dire quando ci sarà il picco dei casi”. Così il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa per illustrare il monitoraggio settimanale della Cabina di regia. 

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I dati del monitoraggio settimanale Iss – E’ stabile e sopra la soglia epidemica, rileva il monitoraggio, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt 1,14 (1,1-1,19) al 2/11/2021 vs Rt 1,12 (1,06-1,17) al 26/10/2021). Si ritiene che le stime di Rt siano poco sensibili al recente aumento del numero di tamponi effettuati, poiché tali stime sono basate sui soli casi sintomatici e/o ospedalizzati.

La situazione negli ospedali – Aumenta il livello di occupazione dei posti letto ospedalieri per Covid-19: il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute all’11 novembre) contro il 4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 4 novembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,1% (rilevazione giornaliera ministero della Salute all’11 novembre) contro il 5,3% al 28 ottobre. I valori si mantengono comunque sotto la soglia di allerta fissata al 10% e al 15%.

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Le Regioni a rischio moderato – Venti Regioni e Province autonome risultano classificate questa settimana a rischio moderato. Solo la Calabria è classificata a rischio basso. La scorsa settimana, invece, tutte le Regioni e Province autonome risultavano classificate a rischio moderato. Inoltre, 11 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.

Allarme in Friuli Venezia Giulia – In base ai dati del monitoraggio, una sola Regione, il Friuli Venezia Giulia, è ad alta probabilità di progressione a rischio alto.

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In aumento i casi non associati a catene di trasmissione – E’ in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 vs 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% vs 35% la scorsa settimana). È in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18% vs 18%).

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