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L'allarme degli studiosi: "Sul web un mercato illegale di pseudo-farmaci contro Covid-19"

La denuncia dell'Istituto superiore di Sanità: "Gruppi della criminalità organizzata, propongono ad ignari e malinformati cittadini rimedi per la prevenzione e la cura"

Carabinieri dei Nas
Carabinieri dei Nas

globalist

21 Aprile 2020 - 18.00


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Attenzione agli sciacalli e agli irresponsabili: sul web “proliferano farmacie illegali che, fraudolentemente, ad opera per lo più di gruppi della criminalità organizzata, propongono ad ignari e malinformati cittadini rimedi per la prevenzione e la cura” di Covid-19.
“Un attivo mercato illegale che sta sfruttando l’emergenza sanitaria”.
E’ una denuncia molto chiara quella dell’Istituto superiore di Sanità che, in un Report pubblicato sul suo sito, riferisce i risultati di un monitoraggio effettuato sui siti Web che propongono la vendita online di medicinali per il trattamento dell’infezione da nuovo coronavirus. Il documento passa anche in rassegna le principali fake news circolate sui social riguardo alla prevenzione e terapia dell’infezione.
I ricercatori dell’Iss, con la premessa che “nessuno spazio deve essere dato a terapie fai-da-te basate sull’autoprescrizione di antivirali o antibiotici o di altri farmaci per i quali è obbligatoria la prescrizione medica” e che “quelli pubblicizzati online potrebbero essere falsificati e, perciò, inefficaci o pericolosi per la salute”, hanno stilato un elenco dei prodotti più richiesti online. Al primo posto ci sono: l’antinfluenzale Arbidol*, la cui efficacia contro Covid-19 non è dimostrata, prodotto e approvato in Russia, ma non dalla Fda né dall’Ema; il farmaco ospedaliero anti-Hiv Kaletra*, che necessita di ricetta non ripetibile, viene spacciato come anti-Covid e venduto su più di 20 siti, il 60% dei quali non chiede la ricetta medica, altri la chiedono ma offrono, con un sovraprezzo, la possibilità di ottenerla online.
E ancora: la clorochina, un antimalarico che può richiedere solo dietro prescrizione medica chi si reca in zone a rischio malaria, usato nella sperimentazione contro il Sars-CoV-2, anch’esso proposto come rimedio certo anti-Covid, così come l’ idrossiclorochina (Plaquenil) viene venduta illegalmente su un sito, che reclamizza contro il Covid, con tanto di guida ai dosaggi, anche antivirali quali oseltamivir, ribavinir, indometacina, lopinavir/ritonavir.
Arsenicum album, Gelsemium, Bryonia alba etc. sono invece i nomi di rimedi ayurvedici e oli essenziali per aromaterapia spacciati per rimedi per la cura o la prevenzione della Covid-19 ma quel che più colpisce – si legge nel Report Iss – e desta allarme in questi siti è la tendenza a minimizzare la pandemia con frasi del tipo “il coronavirus non è più pericoloso degli usuali virus influenzali”. Gli studiosi sono riusciti anche ad individuare i Paesi in cui risiede fisicamente il server di alcuni di questi siti web: Usa, Russia, Regno Unito, Germania, Olanda, Singapore, Giappone, anche se la maggior parte delle farmacie online è localizzata negli Usa.

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