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Toti all'Anpi: "Chi rappresenta la liberazione dal nazi-fascismo guardi alla resistenza ucraina senza diffidenza"

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: "Il 25 aprile mi pare si vada in piazza e si ricordino martiri che sono morti con il fucile imbracciato per difendere alcuni diritti, quali quelli di libertà e democrazia"

Toti all'Anpi: "Chi rappresenta la liberazione dal nazi-fascismo guardi alla resistenza ucraina senza diffidenza"
Toti, il sindaco di Genova Bucci e la ministra Cartabia il 25 aprile

globalist

19 Aprile 2022 - 16.35


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 Parole pacate nel mezzo di una polemica furibonda. “E’ legittimo non voler imbracciare un fucile, ma un’associazione che rappresenta la guerra di Liberazione nazionale degli italiani contro il nazifascismo e l’oppressore tedesco penso che dovrebbe guardare alla resistenza del popolo ucraino con sostegno e non diffidenza”. 

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Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commentando le posizioni espresse dall’Anpi sulla resistenza ucraina. “Detto che ognuno ha diritto ad avere le proprie idee e ho pieno rispetto a chi manifesta convinzioni pacifiste totali – ha aggiunto Toti – non credo che possa essere questo l’atteggiamento della politica e dell’Anpi. Il 25 aprile mi pare si vada in piazza e si ricordino martiri che sono morti con il fucile imbracciato per difendere alcuni diritti, quali quelli di libertà e democrazia, per cui il nostro Paese, nella sua fondazione, ritiene non solo legittimo ma eroico combattere e morire”. 

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“Penso che ci sia un’aporia – ha sottolineato il governatore ligure – nel ragionamento che oggi fa l’Anpi. Se esistono diritti per cui è doveroso imbracciare un fucile e combattere, come la riduzione in schiavitù, l’occupazione di un esercito straniero, la negazione diritti civili, politici e sociali, penso che il 25 aprile non sia molto diverso dalla resistenza del popolo ucraino all’invasore russo. Trovo complessa la distinzione tra quanto accade in una guerra di Liberazione di tanti anni fa e quanto accade oggi”.

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“Proprio perché credo che in questo momento la nostra nazione debba farsi sentire ancora più vicina a chi lotta non molto lontano da qui per la sua libertà – ha concluso Toti – abbiamo invitato il Coro nazionale ucraino non solo a un cammeo nel concerto tradizionale del Carlo Felice, ma anche in città nei giorni successivi per un ulteriore gesto di vicinanza a questo popolo”. 

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