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Pagnoncelli analizza il voto: "Per gli umbri il Pd non garantisce la protezione sociale"

Il sondaggista della Ipsos legge i dati: "La sinistra, che ha governato la Regione per quasi 50 anni, ha cominciato a perdere voti cinque anni fa"

Elezioni in Umbria
Elezioni in Umbria

globalist

29 Ottobre 2019 - 11.20


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Gli eclatanti risultati delle elezioni umbre non rappresentano un fulmine a ciel sereno, ma sono la risultante di un processo di cambiamento che ha investito la regione e non solo”.
Lo scrive sul ‘Corsera’ il sondaggista Nando Pagnoncelli, che fa un’analisi sulla vittoria storica del centrodestra in Umbria, sottolineando che tra il crollo del Pil e gli scandali della sanità, la sinistra, che ha governato la Regione per quasi 50 anni, ha cominciato a perdere voti cinque anni fa.
Secondo l’ad di Ipsos Italia è andato in crisi il “modello delle regioni rosse” tra gli umbri, in particolare, c’è la “percezione che la sinistra non garantisca più protezione sociale” e questo ha fatto il gioco di Matteo Salvini, con la brava a cavalcare la crisi.
“Oggi il dato elettorale – spiega Pagnoncelli – vede un’ulteriore contrazione del centrosinistra, che perde complessivamente circa 7 punti, il dimezzamento del Movimento 5 Stelle rispetto alle regionali precedenti (ma in calo di 20 punti rispetto al risultato delle politiche 2018), il grande balzo in avanti della Lega e il quasi raddoppio di Fratelli d’Italia”. Le ragioni di “questo profondo cambiamento sono riconducibili a due aspetti tra loro collegati”.
Il primo è “un aspetto culturale, che come tale non riguarda solo l’Umbria, cioè la crisi del modello delle regioni rosse, quel circuito che teneva insieme partito, amministrazioni, cooperative. E gli scandali legati alla sanità umbra hanno dato un contributo importante a questa percezione”. Tuttavia, “la crisi di quel sistema non è solo il prodotto di un cambiamento culturale, per quanto rilevante. Il modello, infatti, non riesce più a rispondere alle richieste di sviluppo e di protezione sociale che lo hanno reso vincente”.
Pagnoncelli cita gli ultimi dati Istat secondo i quali il “Pil umbro è quello che ha visto una delle maggiori contrazioni negli anni della crisi, battuto solo dal Molise. Tra il 2007 e il 2017 l’Italia ha perso il 5,2%, l’Umbria il 15,6%, anche a causa degli effetti del terremoto. Qui sta appunto parte importante della spiegazione: la sinistra -avverte- non sembra riuscire a continuare a garantire la protezione sociale ai cittadini colpiti dalla crisi, mentre la Lega ne fa il proprio cavallo di battaglia”.

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