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Delirio De Luca contro il M5s: "Mezze pippe, ve possano uccidere tutti"

Nel mirino di De Luca sono finiti, questa volta, Roberto Fico, Luigi di Maio e Alessandro Di Battista - "siamo di fronte a tre mezze pippe, tecnicamente sono tre sfaccendati"

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

globalist

11 Settembre 2016 - 16.06


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Vincenzo De Luca indifendibile attacca violentemente i Cinquestelle. Lo ha fatto nel consueto appuntamento sull’emittente salernitana “Lira Tv” finito anche su Youtube e rilanciato sui social. Il video si chiude con un “vi possano uccidere” che ha scatenato una vera e propria bufera social sul governatore campano. Se nel mirino di De Luca sono finiti, questa volta, Roberto Fico, Luigi di Maio e Alessandro Di Battista – “siamo di fronte a tre mezze pippe, tecnicamente sono tre sfaccendati” – il governatore campano ha però colpito duro soprattutto il suo conterraneo “Luigino Di Maio” che, ha ironizzato, “fino a tre anni fa prendeva la paghetta di papà e si andava a fare la pizza e la birra con gli amici. Non ha studiato, ha difficoltà con i congiuntivi, gli regaleremo una grammatica, ha preso 56 voti a Pomigliano quando si è candidato fuori dall’onda emotiva grillina. Mi chiedo: si può mettere l’Italia in mano a uno che non sa distinguere tra una delibera di giunta e una delibera di consiglio?”.

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“Pretendiamo che il Pd prenda le distanze dalle offese volgari e ingiuriose di De Luca”, è la ferma reazione del MoVimento 5 Stelle che ‘apre’ il blog ai suoi capigruppo di Camera e Senato. “Il Pd dimostri con una presa di distanza che a quelle parole di spirito di collaborazione istituzionale di cui Renzi in questi giorni buonisti così tanto si ammanta, seguano, almeno una volta, fatti concreti”, è l’invito.
Lo scontro nasce in un momento in cui M5S ha il nervo scoperto per il caos della giunta capitolina. E De Luca non se lo fa ripetere due volte: “i 5 Stelle non sono ancora nati e hanno già 50 correnti”. “Roma è in una situazione che mette grandissima tristezza, una figuraccia a livello internazionale”, sottolinea parlando di una “disfatta” che, se non deve “consolare gli altri partiti”, certamente fa uscire fuori “la demistificazione di un movimento improbabile che ha raccontato idiozie” e “questa cosa – aggiunge – sia d’insegnamento al popolo italiano: la democrazia è una cosa complessa, un conto è votare d’istinto un conto è votare chi deve governare un paese”.
“Sarebbe fin troppo facile rispondere agli epiteti al solito volgari di un De Luca ostaggio di un – lui sì – personaggetto che tanto piace ai media”, è la replica pentastellata che poi minaccia di “contrapporre alle sue parole l’elenco delle giunte amministrate dal Pd a braccetto con la mafia”. “E sarebbe troppo semplice – concludono in crescendo – attingere al curriculum giudiziario dello stesso governatore della Campania. Vogliamo ribadire quanti sono gli assessori, i sindaci, i consiglieri comunali condannati per corruzione, concussione, appalti truccati, vicinanza alla criminalità organizzata? Forse per De Luca, visto il suo curriculum, potranno essere medaglie al valore. Per noi no”.

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