Altre dubbi e polemiche su quel che si muove ad Agrigento dietro le quinte delle iniziative legate al 2025, anno in cui la Città dei Templi è Capitale della Cultura.
Nelle fasi preparatorie attorno all’inaugurazione si sa tutto o quasi: ritardi e interventi pasticciati (vedi l’eco dei tombini asfaltati e delle infiltrazioni al Teatro Pirandello). Oggi, a 2025 inoltrato, emergono ulteriori criticità da diverse denunce.
Già la Corte dei Conti vuole vederci chiaro sulle spese. Oggi una lettera di denuncia di una funzionaria comunale solleva dubbi su preparazione e costi della tradizionale Sagra del Mandorlo in Fiore, la storica festa di primavera della città di Pirandello.
Ombre dietro le quinte del Mandorlo in Fiore
“Dietro le quinte del Mandorlo in Fiore 2025 emergono ombre e tensioni all’interno del Comune di Agrigento”, scrive Report Sicilia, che pubblica la lettera di denuncia.
Secondo quanto riportato dal sito, documenti interni rivelano pressioni politiche, favoritismi e scontri tra dirigenti nella gestione della fiera, in particolare sull’assegnazione degli spazi per lo street food e le casette espositive.
La denuncia della funzionaria
La denuncia arriva da Carola Narbone, funzionaria del SUAP. Con una lettera indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale, al Vice Sindaco e ai dirigenti competenti, segnala una gestione poco trasparente e una serie di pressioni subite nell’ambito dell’organizzazione della fiera.
Dal documento emergono punti chiave:
- Nel 2024 la funzionaria aveva gestito in autonomia l’assegnazione degli spazi, garantendo equità tra i partecipanti.
- Nel 2025, la gestione è passata in mani diverse, con interferenze politiche che avrebbero favorito alcune ditte a discapito di altre.
- La funzionaria denuncia la circolazione di informazioni riservate, che avrebbero permesso a un gruppo di imprenditori di ottenere vantaggi indebiti rispetto ai concorrenti.
Il caso degli spazi per lo street food
Uno dei nodi principali riguarda l’assegnazione degli spazi per lo street food in Piazza Stazione, una zona strategica dell’evento.
Secondo la lettera, ci sarebbe stato un passaggio di competenze poco chiaro tra il SUAP e altri soggetti, sollevando dubbi sulla legittimità di alcune assegnazioni.
Un caso emblematico riguarda una ditta che aveva regolarmente presentato domanda ma che si è vista scavalcare da un altro gruppo senza alcuna comunicazione ufficiale. Addirittura, la proposta della ditta sarebbe stata consegnata a un’impresa concorrente senza alcun atto formale.
Secondo la denuncia, la gestione degli spazi sarebbe stata dirottata a vantaggio di un gruppo vicino ad ambienti politici graditi all’amministrazione, una giunta di destra.
Pressioni e attacchi personali
La funzionaria denuncia non solo danni professionali, ma anche un tentativo di delegittimazione personale.
“La fiducia, il rispetto e l’onestà sono la base di un rapporto di lavoro. Valori venuti meno. Ma non permetto che si screditi la mia professionalità e si strumentalizzi l’accaduto per infangare il mio nome, diffondendo notizie sulla mia vita privata e attaccando ulteriormente la mia reputazione”.
Nella lettera, la funzionaria fa riferimento al ruolo non istituzionale di alcuni politici locali, accusandoli di fare e disfare a loro piacimento. Inoltre, denuncia che esponenti della giunta, se le accuse fossero confermate, avrebbero oltrepassato i limiti consentiti dalla legge.
Secondo la funzionaria, qualcuno l’avrebbe indicata ai potentati locali come una persona scomoda.
Una giunta in crisi
Dal documento emerge un clima di tensione interna al Comune, aggravato da una maggioranza fragile e da una cattiva immagine nei primi mesi di gestione.
Si parla già di rimpasti, spostamenti e nuovi equilibri politici, ma la situazione ad Agrigento appare difficile da ricucire con una semplice pezza.