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Covid, Andreoni perplesso: "Sulla fine dell'emergenza la politica scalpita ma non c'è alcuna certezza"

Il primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma: "Questa pandemia ci ha insegnato che conviene procedere con cautela in passato infatti abbiamo dovuto ritrattare"

Covid, Andreoni perplesso: "Sulla fine dell'emergenza la politica scalpita ma non c'è alcuna certezza"
Massimo Andreoni

globalist Modifica articolo

1 Febbraio 2022 - 09.52


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Il Covid in Italia sta rallentando in modo netto ma la possibilità che lo stato di emergenza termini il 31 marzo “è oggi solo un auspicio, nessuno può avere la palla di vetro e dare la certezza. Neanche i politici che scalpitano molto su questo”.

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Così Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), frena sullo stop dallo stato di emergenza dopo l’annuncio del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che ieri aveva aperto alla possibilità di chiudere questa fase il 31 marzo.

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“Questa pandemia ci ha insegnato che conviene procedere con cautela – rimarca Andreoni – in passato infatti abbiamo dovuto ritrattare. Ci sono esigenze di tipo sociale ed economico, comprensibili, ma ad oggi la chiusura dello stato di emergenza è nell’alveo della probabilità e non delle certezza. Dobbiamo – conclude – monitorare la bontà del calo dei casi e capire, sul fronte varianti, come stanno andando le cose”.

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