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Cittadinanza italiana a Zaki: Liliana Segre prima firmataria della mozione al Senato

I senatori hanno chiesto al governo di " adoperarsi con maggiore vigore in tutte le sedi perché l'Egitto provveda, senza ulteriori indugi, al rilascio"

Patrick Zaki
Patrick Zaki

globalist

16 Marzo 2021 - 20.27


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La mira è quella di mobilitarsi e di “provvedere con urgenza al riconoscimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki”.
La mozione che sarà presentata a Palazzo Madama dal Pd e che conta trai firmatari anche la senatrice a vita Liliana Segre, alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, Italia viva, + Europa,  Lega e del gruppo Misto ha infatti questo scopo. 

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Secondo quanto stabilisce la legge 91/92 e “ad adoperarsi con maggiore vigore in tutte le sedi europee e internazionali perché l’Egitto provveda, senza ulteriori indugi, al rilascio”.
Oltre a quella della Segre è presente firma dai senatori Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Cultura e Istruzione, senatrice a vita, Valeria Fedeli, Loredana De Petris, Monica Cirinnà, Roberta Pinotti, Anna Rossomando, Alessandro Alfieri, Francesco Giacobbe, Dario Parrini, Paola Nugnes, Daniela Sbrollini, Maria Saponara, Matteo Richetti, Loredana Russo, Albert Laniece, Michela Montevecchi, Valeria Valente e molti altri.

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La mozione ricorda che la legge 91/92 consente di riconoscere allo straniero la cittadinanza italiana con Decreto del Presidente della repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Cdm, per “eminenti servizi resi all’Italia o quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato”. Un interesse configurato, secondo la mozione, dalla “drammatica condizione in cui versa lo studente egiziano, sottoposto a un’ingiusta carcerazione e a condizioni inumane da parte di un regime che viola sistematicamente i diritti dei dissidenti politici”.

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“Il 7 febbraio 2020, l`attivista e ricercatore egiziano Patrick George Zaki – ricostruisce la mozione – è stato prelevato dagli agenti dell`Agenzia di sicurezza nazionale egiziana all`aeroporto del Cairo e arrestato. I Pm di Mansoura, sua città natale, hanno ordinato la detenzione preventiva contestandogli i reati di ‘istigazione a proteste e propaganda di terrorismo sul proprio profilo Facebook’.
Com’è noto, al momento dell’arresto Zaki stava frequentando un master internazionale in Studi di genere all’università di Bologna ed era attivista presso l’Ong ‘Egyptian initiative for personal rights’ Eipr una delle ultime organizzazioni indipendenti per i diritti umani attiva in Egitto.
Zaki è stato torturato e da allora è recluso. Il 18 dicembre il Parlamento europeo ha approvato una proposta di risoluzione comune sulle violazione dei diritti umani in Egitto, in cui i deputati europei chiedono la scarcerazione di Zaki e di diversi altri prigionieri politici e alle autorità egiziane di collaborare con l’Italia perché possano essere giudicati i quattro indagati per l’omicidio di Giulio Regeni.
Il 12 marzo il Consiglio per i diritti dell’Onu a espresso profonda preoccupazione per la traiettoria assunta dai diritti umani in Egitto, firmata da 31 paesi, tra cui Usa e Italia”.

La mozione è inoltre sottoscritta anche dai senatori Paola Boldrini, Luciano D`Alfonso, Vincenzo D`Arienzo, Danila De Lucia, Andrea Ferrazzi, Vanna Iori, Daniele Manca, Salvatore Margiotta, Gianni Marilotti, Gianni Pittella, Tatiana Rojc, Sandro Ruotolo, Dario Stefàno, Mino Taricco.

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