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Brusaferro: "Siamo in una fase di escalation del virus, l'età media dei decessi si sta alzando"

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "Coinvolti molti 70enni, occorre fare attenzione. A differenza della prima ondata, tutte le regioni sono coinvolte"

Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss)
Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss)

globalist

4 Novembre 2020 - 08.51


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Durante una videoconferenza, il presidente dell’Istituto di Sanità Silvio Brusaferro ha parlato dello stato attuale del Covid-19 nel paese: “La circolazione del virus è particolarmente attiva, sostanzialmente in tutti i Paesi europei. In Italia c’è una incidenza molto elevata con un picco significativo nelle ultime settimane. Ci sono regioni dove la circolazione è particolarmente elevata ma l’idea importante di questa evoluzione è che il virus, a differenza della prima ondata, circola in tutte le Regioni”.

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“Oggi ci troviamo in una fase di escalation dopo un periodo di transizione. E quindi in parte dobbiamo usare misure di contenimento e in parte misure di mitigazione”, ha quindi evidenziato l’esperto.

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Sulla variazione dell’età media dei contagiati il presidente Iss dice: “L’età mediana delle persone che contraggono l’infezione ha avuto un andamento all’inizio che ha sfiorato i 70 anni, poi a ferragosto è arrivata a valori sotto i 30 anni e si è stabilizzato a fine settembre e ottobre intorno ai 40 anni ma ora lentamente sta crescendo. Questo è un elemento di attenzione perché vuol dire che un alto numero di persone anziane contrae l’infezione”, ha ricordato l’esperto. “Anche a differenza della prima fase dove c’era stato un picco delle infezioni nelle persone giovani, ora sono coinvolti gli ultra 70enni e questo è una dato su cui fare molta attenzione”.

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“Dobbiamo cercare, come Paese, di garantire, dove ci sia un bisogno di ricoveri in degenza ordinaria o in terapia intensiva, che venga garantito. Alcune regioni – conclude Brusaferro – hanno superato la soglia critica dei posti in terapia intensiva, altre regioni sono vicine. Il significato è che fatto 100 l’offerta di posti letto in degenza ordinaria di area medica, oltre il 40% di occupazione per pazienti Covid vuol dire dover riprogrammare le attività per dare priorità alla clinica dei pazienti con Sars-CoV-2, dilazionando ricoveri per altre patologie. E diverse Regioni hanno superato”

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