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Report, questa sera su Rai 3 inchiesta sull'Ucraina: il progetto di Aleksandr Dugin per minare i valori europei

Ad aprire la puntata di “Report” di lunedì 16 maggio alle 21.20 su Rai 3 e RaiPlay “La lista rossa” di Emanuele Bellano (con la collaborazione di Chiara D’Ambros ed Edoardo Garibaldi

Report, questa sera su Rai 3 inchiesta sull'Ucraina: il progetto di Aleksandr Dugin per minare i valori europei

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16 Maggio 2022 - 16.15


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Una puntata interessante: ad aprire la puntata di “Report” di lunedì 16 maggio alle 21.20 su Rai 3 e RaiPlay “La lista rossa” di Emanuele Bellano (con la collaborazione di Chiara D’Ambros ed Edoardo Garibaldi): ci sarebbe il filosofo e ideologo russo Aleksandr Dugin dietro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Una lettera riservata di Dugin a un suo collaboratore svela il progetto del Cremlino: generare un sentimento filo-russo nei Paesi europei, minare dall’interno i valori fondanti dell’Europa, contrastare la gestione unipolare del mondo guidata dagli Stati Uniti.

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Il tutto sostenuto da Mosca attraverso un sofisticato meccanismo di “soft power”. Investendo oltre 240 milioni di euro, la Russia ha stretto rapporti di collaborazione con forze politiche europee di estrema destra e con esponenti del mondo politico e culturale, indirizzando in alcuni casi perfino le scelte politiche e di governo dei Paesi Europei.

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A seguire, sempre di Manuele Bonaccorsi (con Giulia Sabella) “La guerra del carbone”: il Donbass è la regione contesa, dove la guerra è iniziata ormai otto anni fa. I nostri inviati si sono recati a Donetsk, capitale della Repubblica popolare filorussa, che si è proclamata indipendente dopo la rivolta Euromaidan del 2014. Ma cosa rende il Donbass così importante? Patria dei più ricchi oligarchi ucraini, il suo carbone e le sue acciaierie lo rendono strategico. 

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E ancora, “Blowing in the wind” di Giorgio Mottola (con Norma Ferrara) racconta come da settimane i ministri del governo Draghi girino il mondo a caccia di nuovi fornitori di gas che possano rimpiazzare la Russia. Finora sono stati portati a casa accordi con Paesi a democrazia limitata o con vere e proprie dittature. Accordi di cui non conosciamo i dettagli: non sappiamo quanto pagheremo il metano e nemmeno quali società lo esporteranno in Italia. Eppure, c’è una soluzione a chilometro zero: gli imprenditori italiani e stranieri sono disposti a investire nel nostro Paese 80 miliardi di euro per costruire nuovi impianti di rinnovabili che consentirebbero in poco tempo di rimpiazzare metà del gas russo. Ma dal governo non è arrivata nessuna risposta. Report mostrerà in esclusiva con documenti inediti, come, sull’esecutivo guidato da Draghi, le lobby dell’industria fossile sembrano aver esercitato finora una forte pressione.

In chiusura “Una bottiglia è per sempre” di Chiara De Luca. Il vetro cavo che oggi produciamo in Italia non basta a coprire il fabbisogno e i produttori non riescono a far fronte a questa carenza. Chi riesce a reperirlo deve fare i conti con un notevole aumento dei prezzi dovuto all’aumento del costo dell’energia e la guerra ha ridotto le importazioni. Quale potrebbe essere una soluzione? Report è andato in Lituania a vedere come funziona il sistema di deposito cauzionale per rimettere in circolo il vetro usato.

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