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Papa Francesco: "L'odio sembra essersi impadronito del mondo, i capi di Stato saranno giudicati dalla storia"

Il grido di dolore del Papa nel videomessaggio in occasione della Veglia Ecumenica di Pentecoste organizzata da Charis. 

Papa Francesco: "L'odio sembra essersi impadronito del mondo, i capi di Stato saranno giudicati dalla storia"

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4 Giugno 2022 - 23.28


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Parole molto tristi in una situazione drammatica, «L’odio sembra essersi impadronito del mondo ora». E’ il grido di dolore del Papa nel videomessaggio in occasione della Veglia Ecumenica di Pentecoste organizzata da Charis. 

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«La realtà di oggi nel mondo è segnata dalla malattia, la pandemia che si è portata via milioni di persone in tutto il mondo, e con essa il dolore, la sofferenza, l’assenza. E anche in tante parti del mondo la fame e popoli interi costretti all’esilio. E la guerra, guerra tra fratelli, – dice Bergoglio- guerra tra cristiani, come nel caso, in questo momento, della invasione dell’Ucraina».

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Bergoglio guarda alle guerre nel mondo.  «Sono un esempio di questa guerra in tutto il mondo – dice il Pontefice – anche la situazione nello Yemen, il martirio del popolo Rohingya e la particolare situazione del Libano, tra gli altri… guerra! E di fronte a questo mondo dilaniato e anche timoroso del futuro incerto sorge questa notte la presenza luminosa dello Spirito Santo, che ci dà le forze, che ci dà il coraggio e la determinazione per lavorare instancabilmente per la pace che solo Lui può dare».

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Ognuno può adoperarsi per la pace, dice Francesco: «La pace inizia nelle famiglie, nei rapporti interpersonali, interraziali, nei rapporti tra cristiani e con membri di altre religioni. La pace comincia nell’amore per il nemico, per chi non la pensa come me… Soli non possiamo. Con lo Spirito Santo sì possiamo. L’odio sembra essersi impadronito del mondo ora. Ma c’è una forza più potente dell’odio, è la forza dell’amore. Domani, con il potere dello Spirito Santo, cerchiamo quella persona che ci ha feriti, che non amiamo per diversi motivi, forse dentro la nostra stessa famiglia, e chiediamo perdono, o perdoniamo e abbracciamo. 

Così inizia la pace. Poco a poco, uno più uno. La cultura della pace, che dobbiamo diffondere, comincia così. I Capi di Stato lavoreranno o meno per la pace e saranno giudicati dalla storia. A ognuno di noi spetta diffondere l’amore e vincere l’odio con le nostre azioni quotidiane. E i nostri figli impareranno a viverlo e i nostri nipoti impareranno da loro, e così potremo fare qualcosa perché il mondo cambi».

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