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Coronavirus, Crisanti: "In questa fase i tamponi rapidi sono soldi buttati"

Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova: "I test rapidi adesso non hanno veramente senso"

Coronavirus, Crisanti: "In questa fase i tamponi rapidi sono soldi buttati"
Andrea Crisanti

globalist

29 Marzo 2022 - 19.45


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Andrea Crisanti,  direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, è intervenuto su uno dei ‘dilemmi’ di molti italiani nei periodi di contagi in crescita: puntare su un più veloce fai-da-te a casa, o seguire i percorsi più strutturati per l’esecuzione dell’esame diagnostico, affidandosi a mani esperte e test più affidabili?

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Secondo Crisanti, “in questa fase fare il tampone rapido a casa” per sapere se si è positivi a Covid-19 “non ha veramente senso. Penso che l’unica cosa per cui serva in questo momento fare il test è proteggere i fragili e in questo caso bisogna fare il tampone molecolare. Il resto sono soldi buttati”. 

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Oggi, spiega il virologo all’Adnkronos Salute, “non si dovrebbe testare solo chi ha sintomi, ma piuttosto tutte le persone che hanno a che fare con i fragili, anche in via occasionale. Quindi penso a chi li va a trovare, come a chi passa molto tempo con loro, caregiver e badanti”, precisa l’esperto che nei giorni scorsi ha anche suggerito di dare alle persone vulnerabili “o ai parenti che usufruiscono della legge 104” dei “bonus per fare tamponi molecolari”.

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Perché se l’obiettivo è fare da filtro impedendo al virus di raggiungere chi è ad altro rischio, “più efficace è” questo filtro “e meglio è”.

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