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Una menzogna di Rete 4 scatena i No Vax contro Pregliasco: "Non cura chi non è vaccinato"

Secondo la trasmissione 'Fuori dal Coro', al Galeazzi rifiuterebbero i pazienti no vax. In realtà è solo una questione di priorità, dato che siamo in piena emergenza

Una menzogna di Rete 4 scatena i No Vax contro Pregliasco: "Non cura chi non è vaccinato"
Pregliasco

globalist

19 Gennaio 2022 - 15.21


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Nel corso della puntata di Fuori dal Coro, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano, è stata divulgata una comunicazione interna al Galeazzi di Milano secondo cui vengono accettati come pazienti soltanto i vaccinati o i guariti, insomma in possesso del Super Green Pass. 

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Ovviamente si tratta di un’informazione data a metà: come ha specificato il direttore sanitario Fabrizio Pregliasco, “Abbiamo pazienti Covid positivi, in questo momento 22 ricoverati, ci arrivano ogni giorno pazienti contagiati dal pronto soccorso e per questo abbiamo dedicato un’area grigia di pronto intervento e un intero piano del nostro ospedale al fine di garantire la massima sicurezza degli interventi. Qui si tratta di un’emergenza e i pazienti vanno curati in sicurezza”. 

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La notizia, ripresa anche dal giornale di estrema destra La Verità, ha scatenato i No Vax e i No Green Pass, tanto che Pregliasco è stato costretto a spiegare nel dettaglio la situazione: “Abbiamo dato indicazione di rivalutare i casi singoli soprattutto su operazioni non urgenti. E uno dei criteri principali è quello delle condizioni di fragilità. Se un paziente presenta situazioni critiche, non urgenti, il trattamento sarà spostato un po’ più in là. Si spera con una distanza di un mese, quando la situazione epidemiologica si sarà attenuata”. 

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“Il non essersi  protetti dal virus attraverso il vaccino corrisponde certamente a una delle condizioni di fragilità che in questo momento metterebbero a rischio tutti i soggetti che entrerebbero nella nostra struttura. Non stiamo rifiutando di curare nessuno. Ma tra due pazienti con un alluce valgo, uno vaccinato e uno no, si valuterà più probabile una proroga per la cura della persona non protetta da Covid-19, tra i due casi senza dubbio il soggetto più fragile. I non vaccinati dunque vengono curati se urgenti, se non urgenti spostiamo i loro trattamenti perché considerati troppo fragili ed esposti a un rischio infettivo. Non possiamo garantire ora la sicurezza di queste persone che possono comunque mettere a rischio l’intero sistema sanitario”. 

In risposta alle minacce, ormai all’ordine del giorno, Pregliasco ricorda: “Voglio ricordare che siamo in emergenza e in emergenza vanno prese scelte per garantire la più alta sicurezza possibile. Il diritto alla cura per i casi urgenti e importanti non è mai venuto meno”. 

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Nel gruppo Telegram Basta Dittatura si moltiplicano le minacce e gli insulti: “Se fosse vero Pregliasco merita la galera”, “Pezzo di m**, vigliacco”, “Assassino criminale”, “Gli tagliamo le braccia e le gambe a questo verme”, “Uno schifoso che deve essere ammazzato”. 

La posizione dell’Istituto Ortopedico Galeazzi

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L’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi smentisce quanto affermato da Mario Giordano nella trasmissione “Fuori dal Coro” in onda ieri sera su Rete4, affermazioni riprese quest’oggi dal quotidiano “La Verità”, secondo il quale nel nostro ospedale verrebbero rifiutate le cure ai pazienti non vaccinati per COVID-19.
A causa della situazione epidemiologica che l’ospedale sta affrontando e che da fine dicembre a oggi evidenzia un incremento esponenziale di casi positivi COVID-19 tra pazienti ed operatori sanitari, è stato necessario riorganizzare l’attività complessiva.

A tutti i pazienti vengono garantiti gli interventi non procrastinabili quali quelli di ortopedia oncologica, neurochirurgia oncologica, il trattamento di pazienti con infezioni osteoarticolari e tutti gli interventi di traumatologia, garantendo tutti gli accessi da Pronto soccorso.
Le visite ambulatoriali sono garantite a tutti i pazienti, così come l’attività chirurgica ambulatoriale viene assicurata con la presentazione di un Green pass base, secondo le indicazioni ministeriali.

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Per gli interventi non urgenti che coinvolgono pazienti con fragilità, è stata data l’indicazione, previa valutazione dei medici dell’équipe di riferimento, di posticiparli, non certo di rifiutarli.

Questi pazienti potrebbero determinare l’impegno della terapia intensiva, che dobbiamo mantenere il più possibile operativa, anche per i ricoverati COVID-19 positivi. Tali disposizioni sono per tutelare la salute di ogni paziente che afferisce all’ospedale e limitare i rischi correlati a questo momento pandemico.

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