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Antonio Maglio, chi è l'inventore delle paralimpiadi protagonista della nuova fiction Rai

La Rai ha voluto omaggiare la figura di Antonio Maglio con una fiction andata in onda ieri, il 16 maggio: il protagonista è stato interpretato da Flavio Insinna

Antonio Maglio, chi è l'inventore delle paralimpiadi protagonista della nuova fiction Rai
Antonio Maglio

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17 Maggio 2022 - 15.40


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Nuova fiction Rai di grande successo in onda ieri sera. S’intitolava “A muso duro” e ha raccontato la figura tutta da scoprire dell’inventore della Paralimpiadi. Antonio Maglio è considerato da tutti come il pioniere dello sport paralimpico in Italia, era la mente e il cuore dietro la prima edizione che si svolse a a Roma nel 1960. Purtroppo questa figura è rimasta un po’ nell’ombra e invece merita il suo posto nella storia per la sua innovativa concezione di far vivere la disabilità in un modo diverso, aprendo al mondo dello sport come terapia per migliorare la qualità della vita. Vediamo di capire insieme meglio che uomo è stato.

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Nato a Il Cairo l’8 luglio 1912, Antonio Maglio è stato un medico e attivista italiano. Sin dalla laurea in Medicina e Chirurgia avvenuta nel 1935 si è interessato alle terapie di riabilitazione dei disabili. Tra queste, quella di far praticare loro vari sport perché considerato utile al miglioramento delle loro aspettative di vita e per reinserirli in una società che li stava lasciando ai margini.

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La svolta arrivò quando iniziò a seguire le idee del neurologo anglo-tedesco Ludwig Guttmann. Anche Guttmann credeva che lo sport fosse l’unica soluzione per dare sollievo ai pazienti disabili. Maglio introdusse lo sport in carrozzina facendo praticare a tutti i suoi pazienti atletica leggera, nuoto, pallacanestro, scherma, tennistavolo e tiro con l’arco.

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Perché Maglio è considerato il fondatore dello sport paralimpico? Effettivamente Guttmann, direttore del centro di riabilitazione motorio più importante in Inghilterra, già organizzava sin dal 1948 dei giochi internazionali a Stoke Mandeville. Nella prima edizione parteciparono 16 persone, 14 uomini e 2 donne che si sfidarono al tiro con l’arco. Nel corso degli anni la manifestazione assunse sempre più popolarità nel mondo fino al 1956 quando anche Antonio Maglio decise di portare i suoi pazienti a Stoke Mandeville.

L’esperienza fu bella ma limitata per cui il medico iniziò la sua opera di mediazione per tentare di portare i giochi paralimpici a Roma con la promessa a Guttmann di mettere in atto tutta la sua influenza sulle autorità politiche e sportive italiane dell’epoca per organizzare i giochi nelle stesse strutture che sarebbero servite per le Olimpiadi dei normodotati del 1960.

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E Maglio, sfruttando la sua posizione da dirigente dell’Inail, riuscì nell’intento portando nel 1960 i giochi a Roma riuscendo a far collimare i due eventi: La manifestazione si svolse dal 18 al 25 settembre 1960 negli impianti dell’Acqua Acetosa, due settimane dopo la chiusura delle Olimpiadi. Vi parteciparono 400 atleti provenienti da 23 paesi diversi con un pubblico di 5.000 persone. Gli atleti si sfidarono in gare di tiro con l’arco, giavellotto, pallacanestro, nuoto e scherma. L’Italia conquistò ben 80 medaglie.

In conclusione, nonostante quell’evento non avesse ancora il nome di Paralimpiadi, il Comitato Paralimpico Internazionale la considerò come la prima edizione dei Giochi. In virtù di tanto impegno, la Rai ha voluto omaggiare la figura di Antonio Maglio con una fiction andata in onda ieri, il 16 maggio, alle 21.25 su Rai uno. La regia è stata affidata a Marco Pontecorvo mentre il protagonista ha avuto il volto di Flavio Insinna, uno dei personaggi tv più amati in Italia ma da sempre attivo anche come attore. Il fil è ovviamente fruibile anche in streaming sull’app Rai Play in orario diverso dalla messa in onda.

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