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La 'lectio' di Canfora: "Fascisti protetti, con la destra al governo la democrazia sarebbe a rischio"

Lo storico e filologo, professore emerito dell'Università di Bari, pronunciando la sua 'lectio magistralis' nel corso dell'iniziativa promossa dalla Cgil Puglia a Cerignola,

Luciano Canfora
Luciano Canfora

globalist

3 Novembre 2021 - 18.05


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Parole molto gravi ma ponderate: “Queste formazioni minori ma aggressive della galassia neofascista sono frattaglie, ma vegetano perché sono protette. Anche da vertici politici del paese: pensiamo a quando Salvini difese Casapound da un’ipotesi di sgombero della sede illegalmente occupata. Che fine hanno fatto i desiderata sullo scioglimento di Forza Nuova così diffusi dopo assalto a sede Cgil? Se questi sono i segnali, qualora le forze della destra dovessero prendere la guida del Paese, credo che la nostra democrazia potrebbe correre dei rischi”.

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Lo ha detto Luciano Canfora, storico e filologo, professore emerito dell’Università di Bari, pronunciando la sua ‘lectio magistralis’ nel corso dell’iniziativa promossa dalla Cgil Puglia a Cerignola, in provincia di Foggia, insieme alle Fondazioni Maierotti e Di Vittorio, Camera del Lavoro territoriale di Foggia e Anpi, in occasione del 64esimo anniversario della scomparsa del leader sindacale Giuseppe Di Vittorio.

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Un opuscolo con la Costituzione italiana è stato dato in omaggio ai 300 tra studenti e studentesse degli istituti superiori della città del Tavoliere che hanno partecipato all’incontro, svoltosi nel cineteatro della cittadina dauna. La riflessione si è sviluppata attorno a tre parole chiave, lavoro, democrazia, Costituzione, per discutere dell’attualità dell’antifascismo del padre del sindacato italiano.

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Canfora è partito dalla Costituzione ricordando come “ogni volta che si nega un diritto a un lavoratore, che si nega la dignità salariale, che si sfrutta una persona, si vìola la Costituzione. Anche la compartecipazione attiva del mondo del lavoro alle scelte di politica economica è un principio Costituzionale”. Ma se il lavoro è fondamento della nostra società, ”l’articolo 3 dell’ordinamento europeo afferma che il fondamento risiede nella politica dei prezzi che deve essere competitiva. Su questo dovremmo vigilare, perché tutti conosciamo magari la nostra Carta, meno i regolamenti europei. Allora servirebbe coordinare principi e valori così distanti”.  

‘Avevamo deciso questo tema prima dell’assalto squadrista alla sede della Cgil nazionale”, chiarisce Maurzio Carmeno, segretario generale della Cgil di Capitanata. ”Avvertivamo la necessità di proporre una riflessione sulla difficile situazione sociale e politica che vive il Paese e l’Europa, cavalcata da forze xenofobe e sovraniste quando non proprio di ispirazione neofascista, che agita divisioni e paure. E anche se così distante nel tempo ormai, nell’azione e nel pensiero di Di Vittorio ci sono le risposte per le crisi di oggi, a partire dalla centralità del lavoro e l’affermazione di una giustizia sociale ancora distante”.

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Neofascismi che indicano sempre un nemico nell’altro, nel diverso, ha ricordato il vice presidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, ”dando risposte semplici a fenomeni complessi e questo fa presa su chi vive un disagio e magari non ha mezzi culturali per svelare la menzogna a fondamento di queste idee”. Serve allora diffondere memoria e conoscenza storica, uno dei compiti ai quali assolve la Fondazione Maierotti, ”sapendo che Di Vittorio- ha detto Francesca Abbrescia, vice presidente della struttura voluta da Cgil regionale e dalle sei Camere del Lavoro provinciali – sarebbe in campo oggi come ieri a sostegno degli ultimi, di chi ha più difficoltà a godere in pieno di quei diritti sanciti dalla Costituzione: gli stranieri, i giovani, le donne, tutti i discriminati”.

Conoscenza e memoria come antidoto a un fascismo, ha voluto sottolineare Ferdinando Pappalardo, vice presidente nazionale dell’Anpi, ”che va oltre la galassia dei gruppi politici che vi si richiamano, è idea ancora diffusa: è xenofobia, antisemitismo, è omofobia, è culto della violenza e della sopraffazione. E le risposte devono essere sul piano culturale e sociale”. E un collante, anzi il collante del Paese contro derive pericolose ”è il mondo del lavoro e chi lo rappresenta”, ha voluto rimarcare agli studenti Filomena Principale, segretaria confederale della Cgil Puglia.

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