Diminuiscono gli studenti stranieri dopo l'elezione di Trump: solo una coincidenza?

Registrato un calo del 7 per cento nelle iscrizioni al primo anno d'università e si temeva di peggio, dopo il 'Muslim ban' e il moltiplicarsi di atti di intolleranza razziale

Università americana

Università americana

globalist 14 novembre 2017

Una coincidenza? Può darsi, ma per la prima volta dopo anni, dopo l'elezione di Donald Trump, gli arrivi di studenti stranieri negli Stati Uniti sono diminuiti e la tendenza per il 2017 è anch'essa al ribasso. Lo sostengono i dati dello studio annuale ''Open Doors'' , che hanno riguardato gli arrivi nel periodo di tempo a cavallo tra il 2016 e il 2017 (sommariamente sovrapponibile all'anno accademico) e quelli per l'anno in corso.
''Non è una crollo, nè la crisi più grave che pure il settore aveva previsto, ma un avvertimento reale'', commenta Rajika Bhandari, direttore della ricerca dell'Istituto dell'Educazione internazionale (Iee) che ha fatto lo studio. La ricerca è stata fatta, tra settembre ed ottobre, contattando 500 università americane. Il risultato è che è stato rilevato un calo del 7 per cento degli studenti stranieri arrivati negli Stati Uniti in settembre. Il 45 % degli atenei ha registrato un calo delle prime iscrizioni di studenti stranieri (quelli cioè al primo anno accademico), mentre il 31 % ha avuto un aumento. L'adozione da parte del presidente Trump del ''Muslim Ban'' (che pone restrizioni all'arivo di stranieri sul territorio americano se provengono da alcuni Paesi musulmani ritenuti a rischio terrorismo) , così come atti violenti di matrice razziale, aveva fatto ritenere che il calo degli studenti stranieri potesse essere più sensibile.
La metà dei responsabili delle università intervistati ha detto di ritenere che il clima politico e sociale degli Stati Uniti non scoraggi gli studenti stranieri. Il 20 per cento pensa l'esatto contrario.
''Non sappiamo cosa ci sarò l'anno prossimo, ma è certo che ci sono inquietudini'', ha detto Rajika Bhandari.
Lo studio ''Open Doors'' riguarda anche circa tremila istituti superiori e i dati raccolti sottolineano un calo del 3 per cento delle prime iscrizioni di studenti stranieri: 291.000 contro i 281.000 dell'anno precedente. Ed è la prima volta da dodici anni a questa parte, da quando cioè viene redatto il rapporto ''Open Doors''.
Questo calo può trovare una ragione nell'aumento delle tasse scolastiche, ma anche nella maggiore competitività di istituti dello stesso livello d'istruzione in altri Paesi o per le mutate politiche scolastiche (come il taglio di borse di studio in Brasile ed Arabia Saudita).
Secondo ''Open Doors 2017'', il numero totale di studenti stranieri iscritti nelle università americane (che comprendono i nuovi arrivati ​​e quelli che già studiavano negli Stati Uniti l'anno precedente) è di circa 1,08 milioni. Gli studenti cinesi e indiani rappresentano più della metà di tutti gli studenti stranieri sul suolo americano. Sono seguiti da studenti provenienti dalla Corea del Sud, Arabia Saudita e Canada.
Da parte sua, l'Europa continua ad attirare il maggior numero di studenti americani. Il Regno Unito, l'Italia, la Spagna e la Francia sono le destinazioni preferite per i 325.000 americani che hanno studiato all'estero l'anno scorso.
Ecco il quadro dei primi dieci Paesi nella classifica degli studenti stranieri presenti negli Stati Uniti


1) Cina: 350 755; 2) India: 186.267; 3) Corea del Sud: 58.663; 4) Arabia Saudita: 52.611; 5) Canada: 27.065; 6) Vietnam: 22.438; 7) Taiwan: 21.516; 8) Giappone: 18.780; 9) Messico: 16.835; 10)Brasile: 13.089.