Ku Klux Klan e nazisti rialzano la testa: non togliete i simboli razzisti

Gli estremisti si sono presentato armati per protestare contro la rimozione della statua del generale Lee. Scontri

Manifestazione del Ku Klux Klan

Manifestazione del Ku Klux Klan

globalist 9 luglio 2017

I razzisti, xenofobi e suprematisti bianchi hanno rialzato la testa: ci sono stati tafferugli, fumogeni e 23 arresti a Charlottesville, Virginia, dove una cinquantina di membri del Ku Klux Klan che protestavano contro la rimozione della statua equestre del generale sudista (e quindi schiavista) Robert Lee sono stati affrontati da centinaia di manifestanti al grido di "No KKK, no all'America razzista, razzisti a casa". Gli esponenti del Ku Klux Klan, provenienti dalla Carolina del nord, erano addirittura armati, perché una follia simile è consentita dalla legge statale.
La polizia è riuscita inizialmente a tenere divise le due fazioni ma poi c'è stato qualche scontro. Gli agenti hanno dovuto scortare gli esponenti del Kkk alle loro auto e disperdere poi i contro manifestanti con i lacrimogeni.
Charlotteville è una città universitaria a maggioranza democratica.
Ad aprile il consiglio comunale aveva deciso di rimuovere la statua, una dei tanti simboli confederali che gran parte degli americani considerano razzisti, moltiplicando le procedure per toglierli o farli sparire dagli edifici pubblici. Ma chi si rifà ai suprematisti bianchi o alla Alt-right (la destra alternativa) ha trovato un motivo di mobilitazione nella difesa dei monumenti e delle bandiere della Confederazione. E dopo l'elezione di Trump si sente più incoraggiato a scendere in campo apertamente.