L'Isis mette online il video della Moschea di Mosul distrutta

Mentra la comunità internazionale ha accusato i jihadisti, il Califfato ha sta accusando gli americani

La moschea al-Nuri di Mosul

La moschea al-Nuri di Mosul

globalist 23 giugno 2017

Accuse contrapposte. Gli americani e gli iracheni accusano l'Isis. L'Isis gli americani. Adesso lo Stato islamico ha pubblicato un video in cui si mostrano i resti della moschea di al Nuri a Mosul, nel nord dell'Iraq, distrutta mercoledì scorso. L'Isis ha accusato "raid americani" mentre l'esercito iracheno ha puntato il dito contro i militanti. Attraverso l'agenzia di stampa Amaq, oragano di propaganda jihadista, la cui autenticità non può essere comprovata, lo Stato Islamico ha pubblicato il video di due minuti in cui vengono mostrati alcuni colpi di mortaio vicino ai resti del tempio dove il leader del gruppo, Abu Bakr al Bagdadi, proclamò la nascita del Califfato il 29 giugno 2014. "Dopo nove secoli, il minareto di Al Habda di Mosul è stato bombardato da aerei militari americani che hanno ucciso migliaia dei suoi figli", ha ribadito l'Isis nel video, facendo riferimento ai cittadini della città irachena, principale roccaforte dei jihadisti in Iraq.
"Questo sono le case di Allah, che colpa hanno?", ha commentato un uomo che compare nel filmato, che non è stato identificato e che sarebbe testimone, secondo l'Isis, dei due "bombardamenti" contro la moschea: il primo ha causato il crollo della metà del minareto, il secondo ha distrutto il resto, causando danni alle case dei civili. In un messaggio su Telegram, i jigadisti hanno ribadito che le forze irachene hanno fallito nei loro tentativi di dominare la moschea, che "è stata distrutta da aerei da guerra degli Stati Uniti nel giugno 2017".
Tuttavia, le forze irachene hanno ribadito che il tempio sacro è stato distrutto dall'esplosione di mine piantate dai jihadisti in tutto l'edificio. Ieri il primo ministro iracheno Haidar al Abadi, ha dichiarato che il bombardamento della moschea è equivalente a una "dichiarazione ufficiale di sconfitta" da parte del gruppo terroristico, che è sempre più in posizioni di difesa a Mosul. La moschea e il minareto, alto 45 metri, risalente al XII secolo, rappresentavano un simbolo per il gruppo terroristico dato che è proprio da qui che il leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, dichiarò la nascita del Califfato. Costruita da Nuraldin Zangi nel 1172 dC, la moschea ha subito diverse ristrutturazioni e restauri nel corso del tempo.