Giornalisti ancora nel mirino in Messico: rapito Salvador Adame, direttore di una tv

Il sequestro avvenuto nemmeno un giorno dopo la promessa del presidente Nieto di proteggere la stampa

Salvador Adame

Salvador Adame

globalist 19 maggio 2017

Prima hanno ucciso Javier Valdez, cronista di riferimento sull'inferno del traffico di droga a Sinaloa.
Poi Jonathan Rodríguez, un reporter di Jalisco, assassinato un paio d'ore più tardi. Mercoledì: il presidente messicano Enrique Pena Nieto aveva promesso di aumentare la protezione per i giornalisti minacciati, mentre i giornalisti a gran voce chiedevano "giustizia" e "non più discorsi."
Ma nemmeno un giorno dopo le parole di Pena Nieto è stato denunciato il rapimento di Salvador Adame, direttore di Canale 6 a Nueva Italia, nello stato di Michoacán. Altri attacchi e intimidazioni contro i giornalisti in Messico.


Adame è stato rapito da un gruppo armato nella notte di giovedì da un comando che l'ha costrutto a uscire dalla sua auto e lo ha fatto salire su un'altra per poi sparire.
Una scena alla quale hanno assistito diversi testimoni.
Un sequesto avvenuto nonostante il giornalista avesse smesso da un po' di tempo di scrivere articoli sui fatti di violenza e criminalità per paura di rappresaglie, visto che il Michoacan è uno degli stati più colpiti dai cartelli criminali.
Tuttavia la famiglia di Adame ha confermato di aver ricevuto minacce anonime. Ora, però, le autorità hanno imposto un imbarazzato silenzio. Ufficialmente per non ostacolare una eventuale richiesta di riscatto. Ma di questo si tratta? Il timore è un altro: ucciso dopo il rapimento.
Per la famiglia sono ore di angosciosa attesa. La mattanza e la persecuzione dei giornalisti messicani continua.