Trump a Lavrov: ho licenziato Comey per allentare le pressioni sul Russiagate

Durante l'incontro con il ministro degli Esteri russo il miliardario si è lasciato andare a considerazioni sfrontate

Trump e Lavrov

Trump e Lavrov

globalist 19 maggio 2017

Sfrontato e arrogante. E - come si direbbe in alcune zone d'Italia - sborone: il licenziamento di James Comey avrebbe alleviato "le forti pressioni" dell'inchiesta sulla Russia dell'Fbi. A dirlo è stato Donald Trump nel corso del suo incontro alla Casa Bianca con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Lo scrive il New York Times, citando un documento che riassume l'incontro. "Ho appena licenziato il capo dell'Fbi. Era un pazzo, un vero incapace", ha detto Trump, sempre facendo riferimento al documento letto al New York Times da un funzionario americano. "Ho dovuto affrontare grandi pressioni a causa della Russia. Adesso non ci saranno più".


Trump ha poi aggiunto di "non essere sotto indagine". Questa conversazione rafforza l'idea che Trump abbia licenziato Comey per porre fine alla inchiesta sui collegamenti tra l'intelligence russa e la campagna elettorale del presidente.
Il documento della Casa Bianca che contiene il commento fa riferimento a una serie di appunti presi nell'Ufficio Ovale e circolato tra i funzionari presenti al meeting. Uno dei funzionari ha letto al New York Times i virgolettati di Trump e un altro li ha confermati. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, non ha contestato i virgolettati. In una nota ha detto che Comey aveva messo una pressione non necessaria sulle capacità del presidente americano di portare avanti la sua diplomazia con la Russia su temi come la Siria, l'Ucraina e lo Stato islamico.


Spicer ha detto che il vero problema è un altro: il fatto che ci sia qualcuno in grado di far filtrare ai quotidiani notizie riservate interne all'Amministrazione. In questo momento Trump si trova in volo verso l'Arabia Saudita da dove domani inizierà la sua prima visita internazionale da presidente