Ius Soli, un digiuno per la civiltà e la dignità umana

Dalla comunità di Bose alle Acli oltre 600 adesioni a staffetta digiuno. Da Curzio Maltese a Sergio Chiamparino, sostegno da soggetti provenienti da tutta Italia e da tutti gli ambiti sociali.

Ius soli- immagine d'archivio

Ius soli- immagine d'archivio

globalist 8 ottobre 2017

La maratorna digiuno è una battaglia che va oltre la volontà di far approvare una legge. E' diventata una sfida di civiltà e dignità per una sinistra che ultimamente ha scordato quali sono i suoi valori. Così ogni giorno qualcuno si aggiunge a queste campagna. "Come anticipato, lunedì 9 ottobre il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio attuerà la sua giornata di sciopero della fame a sostegno dell'iniziativa 'Non è mai troppo tardi', per l'approvazione della legge sullo ius soli temperato. Cresce, nel frattempo, il numero delle adesioni - al momento sono oltre 600 - provenienti da tutta Italia e da tutti gli ambiti della vita sociale". Lo ha reso noto il presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi, che continua: "Hanno aderito: il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, l'ex ministro dell'Istruzione, Maria Grazia Carrozza, il senatore Roberto Cociancich, responsabile pd per la Cooperazione allo sviluppo, un gruppo di monaci della comunità di Bose, guidati dal priore Enzo Bianchi, gli eurodeputati Cecile Kyenge e Curzio Maltese, il sindaco di Messina, Renato Accorinti, la segretaria e il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo e Marco Cappato, il responsabile immigrazione Acli, Antonio Russo, la presidente e tutti i membri della giunta del secondo municipio del Comune di Roma, l'ex Senatore Marco Perduca, Eros Cruccolini, garante dei detenuti del comune di Firenze, Franco Corleone la scrittrice Igiaba Scego, docenti e studenti di tantissime università".


Minniti: Approvare subito lo ius soli "Personalmente considero dei cattivi maestri coloro che dicono che, a un certo punto, 'se arrivo io faccio cessare i flussi migratori'. I flussi non sono risolvibili con un approccio di carattere tecnico che porta a dire 'abbiamo chiuso': se qualcuno avesse dubbi su questa mia affermazione basta sollevare gli occhi dal nostro paese e guardare quello che succede nel mondo, il punto non è aprire o chiudere ma governare. La cooperazione strategica tra il Governo e i sindaci è un elemento cruciale per i temi della sicurezza e dell'immigrazione. Una democrazia moderna non può non fondarsi sul rapporto strategico tra governo centrale e gli enti locali".


"Incomincia - ha detto il ministro parlando dei flussi migratori provenienti dalla Libia - a vedersi una fievole luce alla fine del tunnel". . "Abbiamo dei dati - aveva in precedenza ricordato il ministro Minniti - che ci dicono che in questi mesi abbiamo avuto una diminuzione dei flussi dalla Libia. E' ancora presto presto per dire se diminuiscono in maniera strutturale. L'obiettivo che mi sono dato è arrivare all'accoglienza diffusa e chiudere i grandi centri di accoglienza". Lo ha detto il ministro dell'interno Marco Minniti, intervenendo ad Aosta alla scuola della democrazia. "I grandi centri di accoglienza - ha aggiunto - per quanto ci si possa sforzare di gestirli nel migliore dei modi non possono essere la via maestra per l'integrazione".