Legge elettorale, presentato il Rosatellum: il Pd cerca voti in Senato

E' un sistema misto: metà maggioritario e metà proporzionale. Bersani: ennesimo pasticcio. I dem chiedono aiuto tra i senatori

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Desk3 18 maggio 2017

Il Pd dopo il ritiro del testo base di riforma in commissione Affari Costituzionali alla Camera ha presentato ufficialmente la sua nuova proposta di legge elettorale. La nuova proposta ufficiale del Pd, il cosiddetto "Rosatellum" (dal nome del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato), introduce un Mattarellum rivisto, un sistema misto, per metà maggioritario e per metà proporzionale.


Ma se a Montecitorio i numeri per la sua approvazione sono pressoché sicuri, con Matteo Renzi che ha previsto l’ok per giugno, non altrettanto si può dire al Senato, dove sono in corso trattative per arruolare un gruppo di "volenterosi" di centrodestra e gruppo Misto disposti a votare la riforma renziana. Che viene duramente stroncata da Pier Luigi Bersani, che parla di "ennesimo pasticcio".


La proposta Pd prevede L'elezione di 303 deputati in altrettanti collegi uninominali e di altri 303 con sistema proporzionale, in listini bloccati di quattro nomi ma con sbarramento al 5% e senza il meccanismo di scorporo del Mattarellum che premiava i partitini. Il maggioritario di collegio e lo sbarramento alto sul proporzionale dovrebbe favorire la creazione di una maggioranza e assicurare la governabilità. Inoltre la scheda elettorale sarà unica: a sinistra l'elettore dovrà barrare il nome del candidato del collegio uninominale, sulla parte destra invece apporre una croce sul simbolo del partito.


Il testo è stato depositato ieri in serata dal nuovo relatore, il Dem Emanuele Fiano, nominato dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti, dopo lo stop al suo testo base proprio da parte del Pd. La nuova proposta favorisce le coalizioni: il capogruppo Dem Ettore Rosato ne ha ipotizzata una che ricalca l'attuale maggioranza di Governo, da Ap a Mdp, suscitando la contrarietà di Giuliano Pisapia.


 Su chi punta il Pd in Senato. Per il momento circolano varie ipotesi sui nomi: tra i "reclutati" vengono citati Andrea Augello (Gal), Cinzia Bonfrisco (Misto), Maurizio Sacconi (Ap), Aldo Di Biagio (Ap), Carlo Giovanardi (Gal), Andonio De Poli (Misto-Udc), Luigi Compagna (Gal), Serenella Fucksia (Misto). Smentita, invece, l'adesione di Gaetano Quagliariello (Gal). In ogni caso di "volenterosi" ne servono 20.  La base di partenza su cui potrebbe contare a Palazzo Madama il Rosatellum (detto anche "Mattarellum bis") è di 141 voti (98 del Pd, 15 delle Autonomie, 16 di Ala e 12 della Lega). Ma la soglia minima per la maggioranza è di 161.


 Il dibattito attraversa un po' tutti i partiti, ad esclusione di M5s, sicuro di correre da solo e contrario ai collegi uninominali maggioritari. Ieri in Commissione Affari costituzionali è stato ufficializzato il cambio di relatore. Mazziotti che ha fatto un passo indietro e ha nominato Fiano. A Mazziotti M5s e Fi hanno chiesto di fare almeno il correlatore, in un ruolo di garante: lui ha ringraziato, ma ha osservato che il Pd si è "assunto la responsabilità di portare avanti la propria proposta con altri gruppi", cioè Lega, Ala-Sc, Svp, e quindi è giusto che esprima il relatore. Fiano, incalzato dai deputati degli altri gruppi dopo le anticipazioni da parte dell'Ansa del contenuto della proposta Pd, ha depositato a sua volta in anticipo il testo in Commissione.