Bastardi islamici, Belpietro cerca di difendersi: era riferito solo ai terroristi

L'ex direttore di Libero è sotto processo per offese a una confessione religiose aggravate da odio razziale. Da imputato minimizza

La prima pagina di Libero diretto all'epoca da Belpietro

La prima pagina di Libero diretto all'epoca da Belpietro

globalist 6 novembre 2017

Quando uno si difende ha diritto a dire ogni stupidaggine. Come negare l'evidenza. E l'evidenza dice che il titolo cavalcava l'islamofobia.
Ma adesso lui, da imputato, cerca di cambiare le carte in tavola: quando abbiamo fatto quel titolo 'Bastardi islamici' per noi era scontato che ci si riferisse ai terroristi, perché 'islamici'. Era solo un aggettivo relazionale del sostantivo 'bastardi' e serviva a definire la matrice islamica degli attentati e non ho scritto, infatti, 'bastardi musulmani'".
Il direttore de 'La Verità e ex direttore di 'Libero' Maurizio Belpietro ha spiegato in questo modo il titolo choc con cui 'Libero' è comparso in edicola la mattina del 14 novembre 2015, dopo gli attentati terroristici della notte prima a Parigi. Per quel titolo Belpietro è a processo a Milano con l'accusa di con l'accusa di "offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone", aggravate dalla finalità di odio razziale. Lo hanno denunciato una decina di fedeli musulmani e alcune associazioni, tra cui il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza, che si è costituito parte civile, e il 'Movimento degli africani'. Per Belpietro quel titolo, seppur forte, non aveva l'intento di offendere tutti gli islamici ma solo da coloro che, al grido di Allah Akbar, avevano commesso la strage al Bataclan, allo Stade de France e sparato agli avventori dei locali nella zona della Bastiglia.
"I terroristi che ammazzano a sangue freddo sono bastardi", ha messo in chiaro Belpietro, rispondendo alle domande del pm Piero Basilone durante l'esame in aula. Il direttore de 'La Verità' ha chiarito che da parte sua e dei suoi giornalisti non c'era alcun intento di offendere i musulmani in generale ma solo di stigmatizzare il fatto che "c'è qualcuno che ammazza in nome dell'Islam e - ha aggiunto - non sono certamente questi titoli ad aumentare l'islamofobia, ma è invece normale che dopo questi attentati si crei diffidenza".
L'idea, poi, ha spiegato il direttore della 'Verità', è stata mutuata da un tabloid di San Francisco, che all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 è uscito in edicola con il titolo 'Bastards'. In quel caso, tra l'altro, la matrice jihadista non era ancora chiara. Nel 2015, invece, per Belpietro era evidente che a colpire era stata l'Isis e in redazione era venuta l'idea di utilizzare l'aggettivo "islamici" dopo il sostantivo "bastardi" per definire i terroristi "che ammazzano a sangue freddo". Si tornerà in aula il 4 dicembre per ascoltare i testimoni della difesa e per le conclusioni delle parti.
Ovviamente, se fosse minimamente vera la storiella raccontata da Belpietro, dopo gli stupri di Firenze avrebbe dovuto titolare: Bastardi carabinieri. Intendendo solo i violentatori, s'intende. Ma qualcuno ci crede?