Dopo la strage della moschea l'Isis sgozza un prigioniero nel Sinai

Lo Stato Islamico diffonde le immagini dell'esecuzione di un prigioniero catturato a sud di Rafah

Prigioniero dell'Isis nel Sinai

Prigioniero dell'Isis nel Sinai

globalist 5 dicembre 2017

Se c'è una zona nella quale i gruppi jihadisti che hanno aderito allo Stato Islamico ancora spadroneggiano questa è il Sinai.
Nonostante il dispiegamento di forze di Al Sisi i gruppi dello Stato Islamico organizzano raid, attaccano e poi si dileguano e hanno ancora un buon controllo del territorio. Del resto dopo la caduta di Raqqa e Mosul è proprio questa zona dell'Egitto quella destinata a diventare una delle nuove roccaforti jihadiste.
Così, per dimostrare il suo potere, l'Isis ha diffuso le immagini di un prigioniero sgozzato a sid di Rafah. Non è chiara la motivazione. Ma potrebbe essere qualsiasti: l'Isis considera chiunque non faccia parte del gruppo o una spia o un traditore o un apostata.
La situazione in Iraq e Siria
Sono rimasti meno di tremila combattenti dello Stato islamico nelle ultime sacche dell'autoproclamato califfato in Iraq e Siria, secondo la coalizione a guida Usa che combatte i jihadisti nell'area. L'Isis lotta per la sopravvivenza in alcune aree scarsamente popolate che ancora controlla, molto meno delle ampie aree catturate nel 2014. "Le stime attuali sono che siano rimasti meno di tremila combattenti del Daesh, restano una minaccia, ma continueremo a sostenere le forze dei nostri partner per sconfiggerli" ha detto il portavoce della coalizione Ryan Dillon su Twitter.