Incontri segreti con esponenti di Israele: la ministra britannica costretta alle dimissioni

Priti Patel, titolare del dicastero per lo Sviluppo Internazionale, ha ripetutamente violato il protocollo non informando la premier ed i colleghi.

Priti Patel

Priti Patel

globalist 9 novembre 2017

Ennesima tegola per il governo britannico, che oggi ha perso un altro pezzo, il ministro per lo Sviluppo internazionale Priti Patel, 45 anni, costretta alle dimissioni dopo che ha ammesso di avere avuto, nel corso di una vacanza in Isreaele, dodici incontri con politici locali, tra cui il premier Benjamin Netanyahu, senza che di essi fossero informati i colleghi di gabinetto, a cominciare da Theresa May.
In una lettera, con cui ha ufficiliazzato le sue dimissioni, Priti Patel ha ammesso di avere avuti un comportamento "al di sotto degli alti standard richiesti a un segretario di Stato".
La situazione di Patel è diventata non più difendibile quando, dopo i dodici incontri, ne sono saltati fuori altri due, il primo con il ministro per Pubblica sicurezza, Gilad Erdan, il secondo con un alto funzionario del Ministero degli Esteri di Tel Aviv, Yuval Rotem. Gli incontri sono avvenuti in settembre ed anche di questi Priti Patel aveva ritenuto di non dovere mettere a parte il primo ministro ed il gverno.
Theresa may, davanti all'evidenza delle violazioni del protocollo, ha fatto rientrare immediatamente a Londra Pitri Patel, che si trovava in Africa per una missione ufficiale.
Le dimissioni del Ministro per lo Sviluppo Internazionale giungono a distanza di sette giorni da quelle di sir Michael Fallon, costretto a lasciare il dicastero della Difesa dopo essere stato accusato di molestie sessuali.