Spy story Weinstein: fu l'ex premier di Israele e fornire le spie del Mossad per tacitare lo scandalo

Ehud Barak ha confermato di aver messo in contatto il produttore stupratore con l'azienda israeliana composta da ex 007

Ehud Barak con Netanyahu

Ehud Barak con Netanyahu

Protezioni altissime. Nemmeno fosse un caso internazionale. Ma alla fine lo scandalo è stato più forte nonostante l'arrivo delle spie: l'ex premier Ehud Barak ha confermato di aver messo in contatto Harvey Weinstein con l'azienda israeliana composta da ex agenti del Mossad con l'obiettivo, da parte del produttore di Hollywood, di mettere a tacere le accuse di violenza sessuale ai danni di dozzine di donne. Barak ha tuttavia sottolineato di non conoscere i motivi per cui Weinstein avesse chiesto quel contatto.
La notizia del legame tra i due è stata rivelata dalla tv israeliana Canale 2. «Oltre un anno fa - ha sostenuto un portavoce dell'ex premier - a Barak è stato chiesto da Weinstein se conoscesse una compagnia israeliana di cui aveva sentito parlare, in grado in aiutarlo in alcuni affari che aveva. Barak confermò a Weinstein che l'azienda di cui aveva sentito parlare era con tutta probabilità la 'Black Cube'».
Dopo aver evidenziato che l'ex premier «non è personalmente in contatto con l'azienda né con i suoi dirigenti», il portavoce ha spiegato che «Barak non era al corrente fino ad oggi del fatto che l'azienda fosse stata assunta da Weinstein, né per quali proposte o operazioni».